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Dal 24 maggio a Chiuduno inizia Lo Spirito del Pianeta

 

Tredicesima edizione per
LO SPIRITO DEL PIANETA
L’unico festival tribale indigeno in Italia
con gruppi etnici da tutto il mondo”non professionisti” ma custodi di culture che stanno scomparendo
testimoni esclusivi di culture orali
 
all’interno del programma

UN MITO DELLA MUSICA GALIZIANA COME

SUSANA SEIVANE
UNICA DATA ITALIANA PER KEPA-JUNKERA

Altri 14 gruppi etnici indigeni partecipanti
dal festival partirà una marcia non competitiva di grande valore spirituale
una fiera dell’artigianato da tutto il mondo con 110 espositori
E molto altro ancora
 
Per chi verrà al festival in bicicletta o auto elettrica
Sconto del 10% al ristorante regionale interno
 
@ Polo Fieristico – Chiuduno (BG)
Via Martiri della libertà

 
DA VENERDI’ 24 MAGGIO
A DOMENICA 9 GIUGNO
 
Ingresso libero

Presente struttura al coperto

che garantirà la realizzazione degli spettacoli anche in caso di maltempo

 
Orari di apertura del centro

Sabato: ore 17.00

Domenica: ore 12.00

Tutti i giorni feriali: ore 19.00

 
bus navetta gratuiti da piazza mercato (Malpensata) Bergamo
e dalla zona industriale di Chiuduno (adiacente a uscita autostrada A4)

vedi qui per i dettagli

http://www.lospiritodelpianeta.it/navetta.html

finalmente aperta la nuova strada provinciale 91

 
INFOLINE
347-5763417

www.lospiritodelpianeta.it 
da qui è possibile prenotare viaggi collegati al festival
 
 
GUARDA QUI L’INTERVISTA SU RAI TRE DEL DIRETTORE ARTISTICO DELLO SPIRITO DEL PIANETA SULLA FILOSOFIA DEL FESTIVAL INDIGENO TRIBALE

Si svolge a Chiuduno, sulla strada dei vini della Val Calepio, la tredicesima edizione della kermesse de LO SPIRITO DEL PIANETA.

Un’edizione, che come le precedenti, si pone tra gli obiettivi principali quello di reinvestire i ricavi del festival in operazioni semplici ma efficaci nei territori delle popolazioni a cui appartengono alcuni dei gruppi che hanno partecipato e parteciperanno alla kermesse.

Qui trovi tutti i progetti portati avanti dall’associazione SESTO SOLE che organizza il festival: http://www.lunatik-ftp.it/dati/PDF/lsdp_popoli_indigeni.pdf

Anche quest’anno il festival propone diverse novità, soprattutto per quanto riguarda le “attività parallele”, e un programma musicale molto vario.

Dal punto di vista musicale, sull’onda dei riscontri ottenuti lo scorso anno dall’unica data italiana di Carlos Nunez (considerato dalla critica musicale internazionale “la sola star planetaria della cornamusa”), il festival porta in Italia per la prima volta un’artista galiziana (come Nunez) del calibro di Susana Seivane e una figura di grandissimo spessore come Kepa- Junkera (dai Paesi Baschi, considerato uno dei musicisti più abili al mondo della trikitixa, una versione diatonica della fisarmonica).

 
Dopo di loro, ogni giorno un gruppo ospite proveniente da ogni angolo del mondo, che proporrà il proprio spettacolo con danze e canti tradizionali (vedi di seguito la lista dei gruppi partecipanti).
 
Musica, canti, danze… Ma non solo.

Conferenze, seminari seguiti dai gruppi partecipanti che spiegheranno i significati delle loro esibizioni e molte altre attività (vedi di seguito la lista delle attività parallele al festival).

E ancora…  Ogni giorno cucina regionale ed etnica. 110 espositori di artigianato da tutto il mondo.

Per chi ama il campeggio sarà possibile sostare presso il centro sportivo di Chiuduno (spazio adiacente al festival), con una tenda o un camper.

Saranno messi a disposizione dei campeggiatori bagni e docce per tutta la durata del festival.

Quest’anno inoltre Lo spirito del pianeta ospita un evento nell’evento. Dal festival infatti il 7 giugno partirà una marcia non competitiva (denominata “Lo spirito del pianeta in cammino” che arriverà a Vitoria, nei Paesi Baschi, il 14 giugno, dopo 1300 km di cammino.

Leggi qui la presentazione della marcia: http://www.lunatik-ftp.it/dati/PDF/lsd_marcia_rispetto.pdf

“Lo spirito del pianeta in cammino” porterà il bastone degli anziani saggi del pianeta e il suo messaggio di rispetto dei popoli indigeni e della Madre terra. I circa 40 “pellegrini” saranno seguiti da una carovana di supporto (5 pulmini, 5 camper e 5 auto) e da media internazionali.

Il tutto all’insegna del rispetto per l’ambiente: prodotti alimentari a Km zero per gli atleti, nessun contenitore di plastica ma solo acqua delle sorgenti comunali, contenitori per i pasti assimilabili all’umido (Mater-Bi).

Durante le soste previste in diverse città, la maratona porterà il messaggio dei popoli indigeni: è arrivato il momento di ritornare in equilibrio con il pianeta, che ci permette di vivere ogni giorno.

 
A Vitoria-Gasteiz, non arriveranno solo “Lo spirito del pianeta in cammino” e il bastone ma anche, per la prima volta, l’edizione spagnola de LO SPIRITO DEL PIANETA (dal 13 al 15 giugno 2013. vedi qui la presentazione e il programma del festival http://www.lunatik-ftp.it/dati/PDF/LSDP_11_16_junio.pdf). 

Insomma, il festival varca i confini italiani ancora una volta (lo aveva già fatto l’anno scorso, con una edizione in Africa).

 
Da segnalare che da quest’anno è aperta la strada provinciale 91 che permette di bypassare completamente il paese di Chiuduno e arrivare direttamente all’area Fiera dove si svolge il festival e agli ampi parcheggi adiacenti la fiera.

Segnaliamo inoltre il servizio bus navetta da Bergamo (vicino all’uscita dell’autostrada).

 
I GRUPPI PARTECIPANTI

Susana Seivane (Galizia Spagna)

Kepa- Junkera (Paesi Baschi Spagna)

Indiani D’America tribù della Louisiana

Indios Dessana (Brasile)

Indios Quijos (Ecuador)

Dervisci Rotanti (Turchia)

Gruppo etnico dalla Costa d’Avorio

Huichol (Messico)

Papua (Indonesia)

Saor Patrol(Scozia)

Taymir (Russia)

Tamburi del Caucaso (Russia)

Enrico Euron (maestro d’arpa)

Samadur (Italia)

F.B.A. (Italia)

Trataburata (Italia)

 
LE ATTIVITA’ PARALLELE AL FESTIVAL

– Conferenze sulla conoscenza condotti da Giancarlo Moioli (Perito agrario, PierGiorgio Mazzocchi (ricercatore delle nostre antiche conoscenze e suonatore di Baghet bergamasco), Adriano Gaspani (Archeoastronomo)

– Laboratorio “Il risveglio dei sensi” condotto da Aztechi, Pigmei del Camerun e Aborigeni australiani

– La conoscenza dei nostri antenati (dai Celti al Medioevo) a cura del gruppo Trataburata e della sezione Falcofila

– Laboratori tenuti dal  Museo e Riserva Naturale

– Incisioni Rupestri di Ceto, Cimbergo e Paspardo

– Spettacoli di Burattini bergamaschi

– Dal 24 al 26 maggio l’antica agricoltura bergamasca e mostra delle incisioni rupestri in Val Canonica

– Ogni giorno saranno attivi numerosi laboratori per bambini e non solo.

– Ogni giorno sarà aperta una cucina regionale ed etnica con 900 posti a sedere al chiuso o all’aperto.

– Saranno presenti ristoranti etnici ( Etiope- Kebab- Vegetariano) e una pizzeria

– Ogni giorno saranno presenti 110 espositori da tutto il mondo con artigianato etnico

– Ogni attività sarà garantita al coperto, Gli spettacoli e le conferenze si svolgeranno anche presso il palazzetto dello sport all’interno del centro.

L’ASSOCIAZIONE SESTO SOLE

Il festival è organizzato dall’associazione SESTO SOLE.

E’ un’associazione che da anni lavora, grazie al contributo di volontari, su un evento che l’anno scorso, ha avuto come finalità quella di raccogliere contributi per un progetto Maasai in Kenia (vedi qui i dettagli http://www.lospiritodelpianeta.it/maasai.html e le informazioni sugli altri progetti qui http://www.lospiritodelpianeta.it/progetti.html), ha portato il festival in Camerun per sensibilizzare la gente su quanto sta accadendo al popolo dei Pigmei (deforestazione selvaggia che depaupera questa razza in via di estinzione del loro habitat).

Inoltre, grazie ai compensi che vengono dati ai gruppi che partecipano al festival si tengono vive comunità e gruppi etnici in via di estinzione (vedi www.lospiritodelpianeta.it/progetti.htm per i dettagli).

Oltre all’aspetto “solidale” il Festival ha come motivazione principale quella di far conoscere in Italia culture e costumi di popoli minori, spesso in via di estinzione.

E tutto questo avviene soprattutto per la particolarità con cui vengono scelti i gruppi.

Gli organizzatori infatti, da sempre, anzichè recuperare gruppi folkloristici tramite agenzie, preferiscono portare in Italia, direttamente dalle zone prescelte (e sempre diverse di anno in anno) gruppi che, per loro bisogno personale, portano avanti la tradizione orale, di canti e delle danze dei loro popoli, senza fini di lucro ma per il puro piacere di far conoscere ad altri e tramandare alle future generazioni le proprie radici.