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I Deschema e la musica trasversale | Intervista

Cover EP Deschema

1) Come sono nati i Deschema e perché questo nome?
Il nucleo della band si è formato molti anni fa: eravamo in tre e abbiamo iniziato a strimpellare qualcosa in casa del batterista. Non esisteva neppure il concetto di band, era solo divertimento e un modo per passare il tempo. A noi andava bene così perché eravamo veramente solo dei ragazzini. Abbiamo impiegato qualche anno per raggiungere una formazione stabile. La band vera e propria è venuta fuori nel 2012/2013 perché abbiamo iniziato a provare ogni settimana, a prendere le cose un po’ più sul serio. In quel periodo ci chiamavamo Ghost Space, un nome che abbiamo tenuto per diversi anni in effetti. Abbiamo vinto alcuni contest, tra i quali Sanremo Rock, e nel 2014 abbiamo suonato anche a Londra. Sul finire del 2016 eravamo alle prese con il nostro primo disco ed era già da tempo che ponderavamo l’idea di cambiare nome. Come band ci eravamo un po’ arenati negli ultimi due anni e sentivamo l’esigenza, la necessità di rinnovare la nostra immagine, di avere un’identità più matura e definita. Così, dopo molte riunioni e discussioni, siamo giunti al nome Deschema che per noi è perfetto. Il nome deriva dal voler rompere gli schemi con il passato, con qualcosa che magari è rimasto fermo per troppo tempo ed adesso non va più bene. É il riassunto del nostro ultimo periodo in cui ci siamo rimessi in discussione come persone e come musicisti e in cui abbiamo di conseguenza dato una nuova veste alla nostra musica. Siamo molto orgogliosi di aver trovato un nome che ha dentro di sé tutto questo significato perché è un simbolo, un monito che ci ricorda degli errori fatti in passato.

2) Il vostro primo EP non ha titolo, non sapevate che titolo dare o è una scelta stilistica?
Abbiamo riflettuto un bel po’ su quale titolo dare al nostro primo disco ma abbiamo concluso che, proprio perché è il nostro primo lavoro, non poteva esserci titolo migliore del nostro nome. A noi serviva un EP che fosse “un biglietto da visita” quindi, invece di pensare ad un titolo troppo dispersivo, abbiamo optato per la soluzione più semplice ma anche quella più chiara.

3) Il vostro sound è molto moderno qual è il vostro pubblico di riferimento?
Sicuramente il nostro sound è molto fresco, dinamico, moderno appunto, ed è il frutto di molti mesi di esperimenti e ricerca in studio. Il pubblico di riferimento è indubbiamente giovane anche se, con nostra piacevole sorpresa, abbiamo constatato che il disco è piaciuto a fasce di età diverse. Ci è capitato di parlare con persone molto più grandi di noi che avevano apprezzato il nostro sound e che avevano vissuto alcune delle esperienze raccontate nei nostri testi. Questo ci ha fatto riflettere su quanto possa essere trasversale la musica.

4) Che musica ascoltano i Deschema?
Ascoltiamo di tutto e non è una frase fatta. Noi siamo amanti della musica in generale, ci piace variare tantissimo i nostri ascolti e oggi ci sono anche i modi per farlo. La nostra matrice è il rock, il genere che probabilmente abbiamo ascoltato di più nel passato e il rock è anche l’approccio con cui saliamo sul palco ogni volta. Ma, essendo in cinque nel gruppo ed essendo cresciuti insieme, abbiamo avuto la fortuna di poterci scambiare molta musica, cosa che facciamo anche oggi. In una sola giornata possiamo ascoltare pop, elettronica, funk, fusion o metal ecc. Crediamo che questo sia il modo giusto di ascoltare musica nel 2017. Non si vive più a compartimenti stagni, si può ascoltare ed acquistare musica ovunque e in qualsiasi momento, complice anche la rivoluzione tecnologica degli ultimi anni che ha permesso tutto questo. Il nostro disco riflette certamente questa mentalità: ogni canzone ha una personalità diversa, ha degli elementi, presi dai generi più disparati, che la rendono riconoscibile. Questo è il nostro modo di lavorare e abbiamo intenzione di continuare così anche in futuro.

5) Che cosa vi aspettate da questo primo lavoro?
Speriamo che possa incuriosire, interessare, far avvicinare persone che ancora non ci conoscono. Per noi questo primo ep è fondamentale perché è il vero punto di partenza ma, certamente, non possiamo considerarlo il disco della vita. Come già detto, è un biglietto da visita, niente di più e niente di meno, con il quale speriamo di smuovere un minimo le acque e poter dire: “Ehi, ci siamo anche noi, ascoltateci!”