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PIETRO GABRIELE – MEGALOMANIA

Pietro Gabriele è un artista strano, oltre che indubbiamente dotato. Dotato perché è autore, arrangiatore dei suoi brani. Certo, con lui ha una band niente male, che quando c’è da picchiare duro in ambito rock pop non scherza. Ma Gabriele, che fin dalla tenera età di 6 anni ama la musica e, in un’isola abbastanza proibitiva forse per un musicista, si è abituato a fare tutto da solo, si è fatto le ossa alla grande. E i risultati, per forza, arrivano. Megalomania ne è la prova evidente. E, dicevamo, Gabriele è un artista strano. Lo è perché la sua propensione al pop è evidente. I testi stessi sono sempre piuttosto legati alla tradizione della canzone melodica pop italiana. L’amore, il tradimento sono i temi più ricorrenti. E’ strano però che, con queste premesse, per un ascoltatore prettamente indie come me, queste canzoni non mi facciano inorridire. Da ascoltatore indie a tratti penso a una versione “paracula” dei Ministri. O a un cantante dei Verdena che non ha bisogno di urlare per farsi sentire. Insomma, Gabriele va sicuramente dritto alla ricerca del brano pop da alta classifica (e qui, tra i brani dai ritimi più sostenuti come la title track alla notevole ballata di “Blu” con improvvise impennate rock pop ad alto voltaggio), ma stranamente potrebbe piacere, come è successo anche a me, a un indie kid. Da ascoltare con leggerezza.