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PIERLUIGI PIERETTI – Love Will Come Tomorrow, in a Brand New Day (Recensione)

PIERLUIGI PIERETTI – Love Will Come Tomorrow, in a Brand New Day

(Autoproduzione)

 

Lui si definisce un sognatore, entusiasta della vita ed inguaribile ottimista. “Love will come tomorrow, in a brand new day” è il suo primo album, composto da 10 tracce strumentali per pianoforte eseguite in chiave jazzistica e nello stile delle colonne sonore.L’album sarà pubblicato in versione fisica su Amazon statunitense. Il disco racchiude un messaggio di speranza, positività e ottimismo e invita l’ascoltatore a sognare e a sperare in un mondo migliore.

Il titolo del disco, i titoli dei brani, parlano chiaro. Un album intriso di storie di amore. Di nostalgia, malinconia, a volte felicità, come nella traccia “Happiness”, che fa da traino al disco ed è stata scelta per la presentazione alle radio. Brani molto scarni. Siamo infatti di fronte a un disco per solo piano. Siete avvertiti insomma. Perché a uno che il piano non piace, che la musica, se vogliamo chiamarla “da camera” (anche se noi useremmo il termine “da cameretta”, per il senso di intimità e di poca “pompa magna” come si potrebbe pensare se si parla di “musica da camera”) gli fa venire un senso di claustrofobia sonora, beh, sa che è meglio passare oltre. Anche se a dire il vero, considerando la natura del disco, anche se fossi uno che non dà chance ai dischi per “solo piano”, una chance gliela darei. Già, perché Pierluigi va a ruota libera. Davanti al piano è un uomo libero, scevro di qualsiasi preconcetto sonoro. Lui nelle note del comunicato (piuttosto stringato) accenna al jazz. Unica coordinata musicale che ci dà e che paradossalmente non ci viene in mente ascoltando questo album. C’è però da dire che Pierluigi sicuramente ha buttato lì la parola jazz non a caso. Perché jazz in questo caso può essere uno stato mentale per l’artista in questione. Jazz, se non free jazz. Libero di fare pause e improvvise accelerazioni, di suonare come se dovesse accompagnare un artista che si sta scaldando la voce e i muscoli per partecipare a Sanremo, ma allo stesso tempo di avvicinarsi alla poesia del miglior minimalismo da piano (Nyman), senza per niente sfiorare nemmeno di striscio i territori un po’ melensi, a dire il vero di gente come Einaudi o Allevi. Una bella sopresa. Un disco che è come quei video che hanno un sacco di cose e particolari nascosti, che ti viene la voglia di rivedere per scoprire ogni volta qualcosa di nuovo.