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NATHALIE – Into The Flow (Recensione)

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NATHALIE – Into The Flow

 

Into the flow” è il nuovo concept album di Nathalie. Produzione impeccabile (a cura di Francesco Zampaglione, ex Tiromancino) che dà sicuramente una marcia in più all’album rispetto alle moltissime uscite che vengono buttate fuori in questi tempi, si rivela come un concept in quanto vuole essere una sorta di viaggio in uno degli elementi più importanti della nostra vita: l’acqua. Dalla copertina (tra l’altro curata da uno dei grafici che hanno segnato la storia dell’immaginario musicale italiano, ovvero Patrizio Squeglia) ci viene subito in mente un rimando cinematografico al film più chiacchierato di quest’anno (La forma dell’acqua di Guillermo Del Toro, premiato a Venezia 2017). Quegli abbracci tra Elisa (la protagonista muta del film) e il mostro anfibio potrebbero sicuramente essere parte del disco in questione. Sentimenti e pezzi di vita vissuta sott’acqua, dove tutto assume una dimensione diversa, liquida, in slow motion. Cinematica è anche la natura del disco, visto che i suoni sono parte di un bagaglio di musica elettronica che ci fa pensare a Bjork, i Mum (per la voce a tratti puerile di Nathalie), al trip hop e a tutti quei ritmi definiti poi chill out. Il tutto con l’intenzione comunque di scrivere canzoni che rimangano imprese, con le loro melodie, nella nostra testa.