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Massimo Bubola presenta il secondo brano del progetto Instant Songs intitolato Chi Fermera’ Queste Croci?

INSTANT SONGS-CRONACA IN MUSICA
un progetto di giornalismo musicale
di Massimo Bubola
ogni mese on line, in download
un brano dedicato a un fatto di cronaca nera
dal 20 giugno
CHI FERMERA’ QUESTE CROCI?
il secondo brano del progetto
una canzone su uno dei temi più scottanti del momento:
il femminicidio
Massimo Bubola sul brano:
La canzone Chi fermerà queste croci?
E’ concepita come un salmo biblico sull’eterno femminicidio.
E’ un lungo, doloroso  elenco di morti femminili e di violenze
avvenute solo negli ultimi due anni in Italia, ma è come se abbracciasse un
arco di tempo e di spazio sconfinato.
Riguarda un crimine che è avvenuto sistematicamente per secoli, senza
quasi mai apparire nella sua fenomenologia di strage senza fine o come
inquietante patologia sociale. Sappiamo della strage degli innocenti, dai
racconti evangelici e dall’iconografia pittorica di cui è stata uno dei temi più
diffusi, ma della carneficina di donne nei secoli non si è mai parlato in
maniera diffusa, se escludiamo i tempi crudeli della Santa Inquisizione e della
Caccia alle Streghe, quasi mai c’è stata una vera consapevolezza, una
preoccupazione delle gerarchie sociali o un’indignazione  popolare al riguardo. Basti pensare che il
termine uxoricidio, etimologicamente significa uccisione della moglie (dal
latino uxor-moglie), ma non c’è l’equivalente nome del reato al contrario, cioè
dell’uccisione del marito da parte della consorte, tanto che la parola
“uxoricidio” è stata estesa, come termine legale, col significato di
uccisione del coniuge, ma l’etimologia sappiamo bene che è un’altra,
dimostrando chiaramente qual è il delitto più comune da sempre.
Leggendo quella macabra lista di
donne assassinate, avevo la sensazione che, pur nella difformità della ferocia
subita, delle diverse età: dalla prima adolescenza, alla vecchiaia, la diversità
dei paesi di provenienza, dello stato sociale, al di là di tutto questo
insomma, ci fosse una rappresentazione che univa queste vittime in un comune,
grande affresco. Così, un po’ alla volta, ho visto snodarsi, con la forma a
spirale dell’infinito, una processione in cui, nell’interminabile colonna, le
vittime, come in un mosaico bizantino, avevano le stesse sembianze e gli stessi
vestiti, come se la morte le avesse accomunate in un martirio di testimonianza
e di lotta, contro una cultura che non vuole accettare la loro libertà di
scelta e quindi la loro felicità, vista come la massima provocazione e minaccia
per l’ assassino spietato e perduto.
Chi fermerà queste croci ? l’ho
scritta sia nell’accezione di chi fermerà questa strage, sia nel significato
che nessuno potrà mai arrestare questo lontano, paziente, instancabile
scalpellio delle donne contro l’antico muro del loro olocausto, coperto da un
pulviscolo di nomi, di capelli, di labbra, di forcine, di gocce di sangue e di lacrime.
LEGGI QUI LA
PRESENTAZIONE DEL PROGETTO
Dal 16 maggio, ogni mese, per un anno, sul sito www.instantsongs.it
Massimo Bubola propone il progetto “Instant songs”.
Il sito ed il progetto
“Instant songs” vogliono ricondurre la canzone alla sua funzione
originaria: cioè quella di raccontare i personaggi e i fatti salienti del
nostro tempo e della nostra realtà, con particolare attenzione per quella che
oggi viene definita “cronaca nera”. Prima dell’avvento della
letteratura scritta, la letteratura orale di Omero ed Esiodo nella Grecia del
VII-VIII secolo, era perlopiù cantata e recitata ed era uno dei principali modi
per tramandare la storia che si fondeva nella mitologia. Per questo la canzone
e la ballata hanno assunto nel tempo una funzione di memoria collettiva. Nel
momento in cui si affronta la cronaca con una canzone, la cronaca si espande
dai motivi che l’hanno ispirata e diventa epica cioè racconto condiviso,
riuscendo a parlarci al di là dei fatti diretti che l’hanno ispirata. Un fatto
di cronaca per quanto efferato, per quanto possa colpire e impressionare
profondamente l’immaginario collettivo, si esaurisce giornalisticamente, per
propria natura, nell’arco di poco tempo. Le instant songs, vorrebbero essere
una cronaca in forma musicale  che rimane a parlarci,
così come le ballate dei cantastorie che ci hanno accompagnato fino  ad oggi.
Massimo Bubola  ha già scritto in 35 anni tante “instant
song” che si sono protratte nel tempo da Cocis, sulla mala del Brenta, ad
Alì Zazà, che narrava di un baby killer napoletano,   a Don Raffaè*  sul rapporti tra stato e anti-stato.
Corvi  sul conflitto nella ex-Jugoslavia
e sui nuovi signori della guerra, Una storia Sbagliata*  sulla morte di Pierpaolo Pasolini, Coda di
Lupo*   sugli indiani metropolitani,
Cuori ribelli  su un tentativo di
insurrezione di indipendentisti texani e tante altre.
(* Canzoni scritte da Massimo
Bubola con F. De Andrè)
Oltre alla canzone, su www.instantsongs.it
un disegno della vicenda del disegnatore Federico Vicentini un commento- intervista
realizzata dal coordinatore del sito Francesco Verni con Massimo Bubola
una rassegna stampa sulla vicenda. Un  blog di commenti e di riflessioni sulla vicenda.