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Intervista: Itaca Reveski, online con il nuovo singolo Noovola

“Nထvola” è il tuo nuovo singolo, un pezzo acustico riflessivo e introspettivo, con quale verso del brano riassumeresti il significato della canzone?

Essendo un testo molto corto ti direi che tutto il testo è significativo, ma andando a fondo direi che la chiave di lettura di tutto il testo è “non voglio stare giù”. Arrivando dopo “Aspetto che il mondo passi / così ci salgo su / aspetto che non si fermi / così io resto su”, la frase clou ribadisce il senso del pezzo e il significato di questo luogo metaforico che è la mia “Nထvola”. Un luogo di inconsapevole felicità e confusione, in cui una parte di noi sa che bisogna andare avanti, ma comunque ci sentiamo legati al passato come da corde che ci tirano. La nuvola è un luogo in questo caso dal quale non ci si vuole muovere e si trova sempre un motivo valido per restarci su. Si rischia di perdersi… o di ritrovarsi.

Raccontaci del tuo processo creativo, come nasce una canzone di Itaca Reveski? 

Bella domanda. Non applico uno schema preciso e non ho una routine per la scrittura. Posso però dire che i miei pezzi partono quasi sempre da arpeggi di chitarra. Suono tanto e ormai lo faccio praticamente solo improvvisando nuovi arpeggi o riff, ed è da queste “jam casalinghe” che nascono, la maggior parte delle volte, le mie canzoni. Il testo mi arriva successivamente, come una sorta di illuminazione, non mi metto mai davanti alla tastiera con l’idea “adesso scrivo un testo”, lascio che tutto fluisca naturalmente e ad un certo punto so che devo fare come tutti noi sappiamo quando abbiamo fame o sonno. Sono generalmente molto ispirato e confido molto nella frase giusta al momento giusto.

Cosa ne pensi della scena indipendente della tua città? Si riesce a dare spazio agli artisti emergenti? Come la vivi?

Io vivo in una cittadina sul mare della provincia romana, Nettuno, e si può dire che la scena indipendente è pressoché inesistente se non per band che si contano sulle dita di una mano. Quindi per vivere la scena indipendente ci si sposta sempre tutti a Roma e comunque non è facile perché sei visto come l’artista di provincia ed effettivamente è logisticamente più complicato respirare la stessa aria di un’artista indipendente che vive nella capitale. Ma ti dirò, ci si abitua e piano piano si stringono anche amicizie con i propri compagni di viaggio. Purtroppo ora con il covid sarà un po’ complicato riprendere l’attività live.

Prima dello scoppio della pandemia avevi dei Live in programma? Appena tutto finisce (ci auguriamo presto) vorrai tornare sui palchi?

Non avevo nessun live in programma perché sono uscito proprio a fine fase 1 con il primo singolo, ma non vedo l’ora di portare live questi pezzi nuovi!

Qual è la cosa che più ti è mancata in questo periodo di quarantena a livello musicale?

I concerti sono una cosa a cui abbiamo rinunciato tutti noi musicisti, sia farli, ma soprattutto anche vederli. Sarei voluto andare a vedere Woodkid e ho anche già il biglietto per la reunion dei My Chem che ora varrà per l’anno prossimo, però la musica live manca. Manca la condivisione.

Lancia un messaggio a tutti gli artisti italiani e della scena indipendente: 

Quello che mi sento di dire è che “anche un viaggio di mille miglia comincia con un passo” e che dopo aver fatto quel primo passo bisogna costantemente lavorare sul trasformare i nostri sogni in obiettivi concreti. Come dice un mio amico, “i sogni si fanno di notte e li restano”. Un abbraccio a tutti! ☁️💙☁️