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Intervista agli Zuth per il singolo La Cosmonautica.

La band marichigiana Zuth torna a raccontarci il nuovo singolo “La Cosmonautica”.

Link Videoclip: https://www.youtube.com/watch?v=KmIqxDTme0k

Tra i vostri due dischi (“Oceano” e “La Cosmonautica”) c’è una forte crescita musicale. A livello di sound, dopo questa esperienza, dove pensate di orientarvi?

Dopo essere passati dal pop al rock, per non fare torno a nessuno magari ci orienteremo verso il rap ahahah. Scherzi a parte, ci piace la nostra attuale dimensione sonora. È molto più vicina ai nostri ascolti usuali. Ovviamente come artisti ci piace sperimentare e come modello evolutivo ci ispiriamo ai Depeche Mode. Loro hanno cambiato pelle rimanendo sempre coerenti con se stessi.

Il “Cosmonauta” rappresenta un po’ quello che accade ad ognuno di noi nella realtà odierna. In generale però lui affronta un viaggio prima di arrivare a “perdersi”. Che collegamento c’è tra il protagonista del vostro video e le persone che si perdono perché troppo sedentarie e troppo intenzionate ad “osservare il mondo da un oblò”?

Juri Gagarin quando partì per il suo viaggio era solo, quella sensazione di solitudine per noi è la rappresentazione di quello che la società odierna ci porta ad essere. Soli ad osservare un mondo in cui facciamo fatica a riconoscerci.

Il nostro cosmonauta però non è completamente perso, ha ancora vivi i suoi sogni e i suoi obiettivi e li tiene ben saldi nello spirito. Questo è ciò che lo guida e questi sogni lo aiuteranno a ritrovare la strada.

Che ragione c’è dietro la scelta di assegnare al protagonista un oggetto che si trova in un negozio di giocattoli?

Abbiamo scelto un giocattolo perché è un simbolo di un età dove l’essere umano è guidato dall’istinto e dai propri sogni senza barriere imposte dalla società. Quando si è piccoli tutto sembra più raggiungibile, i sogni sembrano sempre realizzabili e perciò si sogna in grande. Il nostro cosmonauta sogna di tornare a casa ed è bello trovare la via tornando al proprio passato.

All’interno del videoclip il finale rimane aperto. Alla fine il nostro cosmonauta ritroverà la via di casa?

Siamo molto ottimisti e ci piace pensare che quella richiesta di soccorso sia andata a buon fine. Siamo molto felici di ciò che rappresenta questo video e siamo soddisfatti per come è venuto, sarebbe un vero peccato farsi mancare il lieto fine! Cogliamo l’occasione per ringraziare nuovamente Federico Casarella che ha girato e montato il video.

Chi sono gli autori ai quali vi ispirate per la scrittura dei vostri testi?

Siamo molto legati alle figure cantautorali del nostro paese, sia passate che odierne. La canzone italiana ha sempre avuto una radice di questo tipo e siamo orgogliosi di questo. Inoltre tra quelli che più ci hanno lasciato un segno sono quelli appartenenti alla beat generation americana.

Alcuni nomi sono: Battiato, Bianconi, Fausto Rossi, Piero Ciampi, Sergio Endrigo, Battisti/Mogol, Emidio Clementi, Cristiano Godano, Manuel Agnelli, Pierpaolo Capovilla

Avete in progetto di girare un altro videoclip oltre ai due che già avete pubblicato?

Abbiamo in testa un progetto legato alla canzone “la vita Violenta” che si ispira alla strage alla stazione di Bologna. Quest’anno ricorre il 40esimo anniversario di questo triste evento e vorremmo fare qualcosa per mantenere vivo il ricordo delle vittime.