Crea sito

Intervista ad Itaca Reveski online con il singolo Gdbye (0,0)

Itaca Reveski è sicuramente uno dei progetti più interessanti della scena indipendente.
Il suo viaggio musicale, iniziato qualche mese fa con 20:venti seguito da Noovola, continua con il nuovo singolo Gdbye (0,0).
Scopriamo di più in questa nuova intervista.

  • Siamo al tuo terzo singolo ma parliamo prima del tuo progetto nel complesso. Qual è il significato nascosto dietro al nome Itaka Reveski?

Ciao, è un piacere essere qui! 🙂

Grazie della domanda, sono veramente fiero del viaggio che mi ha portato a questo nome e quindi sono contento di raccontarlo. A fine 2018, dopo la fine di una storia, cercavo il nome per un mio nuovo progetto artistico. La tematica centrale era il viaggio e facendo brainstorming sono arrivato ad Ulisse, viaggiatore per eccellenza, in cerca della via di casa. Un giorno mentre ascoltavo uno dei miei pezzi e sorseggiavo una birra a casa ho avuto un’illuminazione, sai tipo quando senti scattare un meccanismo dentro la testa, ed è stata questa la domanda che mi sono posto: “quale nome migliore per un viaggio, se non la sua meta?”. Quindi inizialmente avevo deciso di chiamare questo progetto “Ithaka” e di fare pezzi strumentali. Dopo un anno, fine 2019, per caso cantai delle parole che mi uscirono spontanee su quello che oggi è il brano “Noovola” e da lì ho deciso di rivedere il tutto. Ho pensato che Itaca dovesse essere una persona, ovvero una ragazza con i capelli rossi e che dovesse avere anche un cognome. Quindi ho scritto su google due parole che sento molto mie, “volpe” e “nuvola”. Ho cliccato sulla lingua norvegese ed è uscita la parola “revesky”, che non esiste in realtà. Ho cercato sui dizionari di norvegese online e ho solo trovato che “reven” è volpe e “sky” è cielo. Poi un’altra cosa che ho trovato è stata una lista di cognomi di famiglie scandinave emigrate negli Stati Uniti ad inizio novecento e indovina un po’, la caratteristica delle persone con cognome “Revesky” era di avere carnagione chiara e capelli rossi. Deciso, non ci ho neanche pensato. Ho solo cambiato la “y” con la “i” per evitare problemi di pronuncia in italiano ed il gioco era fatto! Itaca Reveski era diventata la mia meta.

 

  • Veniamo adesso al tuo ultimo brano. Qual è il messaggio nascosto in Gdbye (0,0)?

Goodbye → G00dbye → G(0,0)dbye → Gdbye (0,0).

Il messagio di fondo è la trasformazione di un addio in un punto di partenza. Farlo nel modo più dolce possibile, con una ninna nanna e parlando di sensazioni in modo semplice. Lo “(0,0)” è il punto iniziale in un piano cartesiano ed è metaforicamente un punto da cui ricominciare, per questo viene dopo il “Gdbye”. Scrivo la musica in maniera molto emotiva e sincera, ma poi mi piace elaborare concetti e metafore per rappresentarla, è una cosa che mi diverte e mi affascina molto. Lo faccio con qualsiasi cosa fin da quando sono piccolo 🙂

 

  • Durante l’ascolto dei tuoi brani – terzo singolo incluso – si nota un certo grado di ricerca musicale nel sound. A chi ti sei ispirato durante la composizione delle tue canzoni e in particolare durante la composizione di Gdbye (0,0)?

Grazie per aver notato la ricerca sonora che c’è dietro, rappresenta davvero una parte importante per me! Difficile e bella come domanda. Mentre scrivo un pezzo non penso quasi mai ad un’artista in particolare. Magari dopo riesco a rintracciare gli elementi di questo o quell’altro artista che mi piace. Ad esempio, se un pezzo è triste penso a come potrebbe essere il suono di una lacrima ad esempio e comincio a viaggiare pensando di associare un suono ad una sensazione. Su “Gdbye (0,0)” ad esempio, ho riempito il lavandino di casa in modo tale che una goccia che vi cadesse dentro fosse intonata con la tonalità della canzone, l’ho campionata e inserita nel groove ritmico di batteria. Posso dirti che nell’evoluzione del mio sound ha avuto un gran rilievo la mia stretta vicinanza con Wrongonyou (è mio amico e sono stato suo chitarrista per tutto il tour 2018), ma anche l’ascolto veramente approfondito di artisti come Apparat, Bon Iver, Ben Howard, The Postal Service e M83 mi ha dato tantissimo.

 

  • Dal tuo videoclip si evince chiaramente che il tuo “saluto” è per sempre. Come vedi questo tipo di cambiamento? Ci trovi dentro motivo di rinnovamento o di rimpianto?

Assolutamente rinnovamento! Il titolo da la chiave di lettura in questo, come dicevo prima. Ogni addio si trasforma in un nuovo punto di partenza. Il rimpianto diventa nostalgia positiva, quello che c’è stato di bello, è nel passato e quello che c’è stato di spiacevole, ci aiuta a capire meglio cosa cercare nel presente.

 

  • E’ prevista l’uscita di altri singoli con videoclip?

Yes!!! Sto lavorando già al prossimo! Praticamente ho già il master pronto, la copertina del singolo finita e il videoclip in lavorazione. Uscirà a settembre e non vedo l’ora di farvelo ascoltare. Parlerà di sirene e di eternità.

 

  • 10

Itaca Reveski ha un sound molto difficile da riproporre live, per cui avrei bisogno di una band ben strutturata dato che vorrei portare in giro la stessa atmosfera che propongo nei pezzi realizzati da me in studio. Per cui ci vorrà tempo, me la devo studiare bene. Mi piacerebbe farlo anche domani, ma per queste cose ci vuole pianificazione e preparazione. Nel frattempo continuerò a sfornare pezzi molto velocemente! 😀