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Intervista ad Itaca Reveski che racconta il suo nuovo singolo 20:venti

20:venti è il singolo d’esordio del progetto Itaca Reveski, frutto di un lavoro iniziato durante la quarantena coinvolgendo direttamente nella scrittura e nell’arrangiamento le persone sui social.

Abbiamo intervistato Gianmarco Ricasoli, artista e fondatore del progetto, per farci raccontare la canzone ed il lavoro con Itaca Reveski.

  • 20:venti è un titolo che richiama l’anno ed il tempo che stiamo vivendo: come ha influito sulla tua musica questo periodo?

 

Lo è, l’ho scelto in diretta con i miei follower dopo aver scritto la canzone tutti insieme. Ricorda l’anno, ricorda i venti che soffiano, sospesi come siamo stati in quarantena e siamo ancora oggi, ricorda l’orario a cui pubblicavo sempre le stories che è lo stesso a cui Conte andava in conferenza stampa (ma giuro che non l’ho fatto apposta ahaha).

Questo periodo è stato difficile, ma non mi ha buttato per niente giù. Mi ha stimolato molto, ho un milione di idee, mi sento super produttivo e “20:venti” ne è la prova.

 

  • Qual è il messaggio che 20:venti vuole portare al pubblico?

 

“20:venti” parla della quarantena e delle emozioni che abbiamo vissuto, di frustrazione, di paure, di nostalgia, di sospensione e di speranza. Il messaggio che vorrei dare è che in un momento così complicato non dovremmo chiuderci, non dovremmo desiderare di dimenticare, ma condividere le assurdità e le difficoltà! Mia nonna ancora oggi mi racconta della seconda guerra mondiale, è così che che secondo me integriamo i momenti bui delle nostre vite: parlandone, tramandandone le memorie e condividendone le emozioni.

 

  • Come è venuta l’idea di realizzare un brano ed un video interamente sui social?

 

L’idea mi è venuta casualmente dopo una diretta Instagram in cui suonavo con l’acustica. Ho pensato che avremmo avuto tutti bisogno di compagnia, di condivisione e di restare in contatto con le nostre emozioni perché sarebbe stato un momento tosto. Nel mio piccolo la cosa che più in assoluto mi permette di essere in contatto con le mie emozioni è scrivere una canzone.

Super eccitato da questa idea, mi mancava solo il “come fare”. Alla fine ho evitato di essere troppo perfezionista (come tendo ad essere) e l’ho lanciata, dicendomi che avrei aggiustato il tiro strada facendo e così è stato (con l’aiuto di un paio di amici che ringrazio infinitamente).

La cosa bella è che da subito è stata accolta con piacere da chi mi segue su Instagram. Ciò mi ha permesso di strutturarla in 3 fasi che ti spiego in brevissimo: composizione della musica (tramite i sondaggi nelle stories), scrittura del testo (tramite i box nelle stories e poi tramite un torneo finale) e la scelta del titolo (con una live streaming e un sondaggio nelle stories). Il tutto è durato dal 18 marzo al 24 aprile. Dieci giorni dopo la scelta del titolo “20:venti” era su Spotify, ma prima di questo l’ho mandata in anteprima a tutte le persone che hanno partecipato alla scrittura e che si sono iscritte su www.itacareveski.com. Mi sembrava giusto premiare tutti con un piccolo regalo. Nella stessa email con cui ho inviato la canzone in anteprima ho chiesto a queste stesse persone di riprendersi come se fosse una storia su Instagram legata alla quarantena, proprio per descrivere questo momento. E così è stato 😀

 

  • Quali artisti, ascolti ed emozioni hanno influenzato la scrittura e la produzione del brano?

 

Sono un grande amante di artisti come Placebo, Biffy Clyro, Arcane Roots, My Chemical Romance, Bon Iver, Apparat, Ben Howard, The Postal Service e dei nostri Ministri, Gazebo Penguins. FASK, Verdena, per citarne alcuni. Quindi penso che anche se non tutti riconoscibili in questo brano, ci sono sempre nelle mie intenzioni. Posso dirti anche che nel mio modo di fare musica oggi ha influito molto l’anno di tour con Wrongonyou nel 2018, adoro la sua musica. Per quanto riguarda le emozioni, credo di essere stato influenzato molto dal mix tra ciò che ho provato io e quello che ha provato chi ha partecipato al progetto. Io di mio penso di aver condito tanta frustrazione, rabbia e nostalgia con speranza e positività.

  • Parlaci dei progetti futuri: cosa dobbiamo aspettarci da Itaca Reveski

Itaca Reveski è un progetto che unisce musica e narrativa. Mi fa pensare a Donnie Darko quando dice a Gretchen: “voglio fare lo scrittore, o il pittore, o magari tutti e due. Forse scriverò un libro e disegnerò le illustrazioni! Così la gente mi capirà.”

“20:venti” praticamente ha già dato il via alla storia di Itaca e del viaggiatore. Mi rendo conto che è una cosa nuova e un po’ strana sia per me da spiegare che per te da leggere, ma in breve è così: Itaca Reveski è una ragazza che ha scritto un diario per raccontare la sua vita partendo dai giorni del lockdown, ricordandosi di come fossero stati (è così che la storia si incastra con “20:venti”). Un viaggiatore alla ricerca di chiarezza interiore, trova questo diario e pensa di essere impazzito perché, da come è scritto, sembra provenire dal futuro. Fatto sta che leggendolo, si innamora di Itaca e decide di andare a cercarla.

Ogni momento della storia è scandito con una canzone che non necessariamente parla della storia nello specifico, ma rappresenta le emozioni del viaggiatore durante la sua ricerca di se e di Itaca. La musica non è la storia narrata e la narrazione non è nella musica, ma entrambe si completano.

Il 6 giugno uscirà il secondo singolo “N∞vola” e nel frattempo sto continuando a mandare parti della storia agli iscritti su www.itacareveski.com. Si sta configurando come una sorta di libro ad episodi che comprende il “diario di Itaca Reveski”, il “Diario di bordo” (punto di vista del viaggiatore) e i singoli che fanno da colonna sonora.

Per entrare nell’universo di Itaca Reveski ci sono tante porte, la musica in streaming, i post di Instagram, i videoclip, la narrativa. Ma in un solo modo ci si entra al 100%, ovvero aprendo tutte le porte e iscrivendosi su www.itacareveski.com.

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