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Intervista ad ADD, autore del primo concept album urban in Italia

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Young Werther’ è il primo album di ADD, cantante e producer italiano. Si tratta di un concept album basato sull’omonimo romanzo di Johann Wolfgang Goethe che unisce le sonorità del nuovo Pop/R&B internazionale vicino all’elettronica all’elettronica alle liriche che si rifanno ai temi del romanticismo,come l’eterna insoddisfazione della vita e la ricerca del piacere nell’oscuro e nell’indefinito. Le 12 tracce del disco sono scritte come lettere,ed ognuna porta avanti il filo della narrazione come nella tradizione di un romanzo epistolare. L’artista si destreggia tra italiano ed inglese con un singolo,Posto Per Me, dedicato alla sua città e alla necessità di dover andare via per trovare un posto che capisca la sua sensibilità artistica.Tutte le tracce sono state scritte e prodotte da ADD,che ha anche curato il mixaggio ed il mastering.

ASCOLTA IL DISCO
http://spoti.fi/2jpTMJC

Abbiamo fatto 4 chiacchiere con l’autore del progetto per conoscerlo meglio.

 

1) Il tuo primo disco com’è nato?
Nei primi mesi di quest’anno ho rilasciato singoli su singoli,senza pensare più di tanto ad una coerenza tra di loro ma più alla pura espressione di ciò che provavo.Questo piccolo percorso mi ha permesso di acquisire una certa sicurezza e da Marzo-Aprile in poi ho passato un momento particolare dal punto di vista personale che mi ha portato a riconsiderare il mio percorso e la mia maniera di vedere le cose. Inizialmente avevo solamente dei provini che crescevano pian piano di numero sulle note audio del mio iPhone,ma l’idea era già arrivata.Volevo che il mio primo disco fosse un concept album ed avevo appena letto I Dolori Del Giovane Werther di Goethe. Il libro mi è stato vicino per tutte le infinite nottate di scrittura,produzione,registrazione e mix ed ho scritto anche la title track(Young Werther) e Faraway From The Stars su quelle stesse pagine,e l’immagine figa che mi è venuta in mente è stata proprio quella di riscrivere le mie lettere in cui parlo del mio vissuto e dei miei patemi esattamente sopra quelle di Werther,che nonostante sia un ragazzo di 200 anni fa rappresenta l’esempio perfetto dell’artista alle prese con se stesso,la propria maturazione e le proprie scelte. Dalle sue lettere viene fuori la sua istintività che è un elemento importante nella mia vita e nella mia musica,infatti mi capita spesso di iniziare a lavorare nella mia testa su una melodia o su una produzione anche nei momenti più improbabili,come in treno o camminando per strada.

2) Che musica ascolti?
Ogni tanto mi faccio anch’io questa domanda e fatico a trovare una risposta efficace.Ad 11 anni ho iniziato ad ascoltare l’Hip Hop(più americano che italiano) che non ringrazierò mai abbastanza per avermi fatto conoscere l’R&B,il suo cugino più educato e stiloso.In contemporanea ho sempre un occhio all’Elettronica di matrice più black come Thundercat o Masego o più squisitamente white come James Blake o Jack Garratt,ma sto sotto con l’alternative rock dei Radiohead o dei Sigur Ros. Il mio preferito di sempre rimane comunque Drake. Ultimamente il nostro rapporto si sta un po’ incrinando siccome fa uscire troppa musica ed anche male a volte,ma l’ho visto live a Febbraio ed è stata una bomba nucleare. Attualmente ,invece, nella sezione ‘Alta Rotazione’ del mio cellulare c’è Blonde di Frank Ocean che è uno dei miei dischi preferiti in assoluto ed ha segnato profondamente la mia vita ed il mio modo di fare musica,e dove ogni qual volta mi sono sentito ‘scarico’ nel periodo di creazione del disco mi sono rifugiato per ritrovare energie nuove.Lo considero un disco infinito. Un altro progetto che mi ha preso ultimamente (ed inaspettatamente) è 17 di XXTentacion. Lui lo seguo da un annetto e mi sta un po’ sulle palle la sua vicenda personale e giudiziaria ma secondo me un disco del genere rappresenta esattamente il momento musicale che stiamo vivendo,dove i pezzi ed i dischi durano sempre meno ed un trapper (termine che non mi piace neanche tanto) se ne esce improvvisamente con un progetto cortissimo e che travalica i confini di sta trap di cui ora in Italia parlano tutti,ma che a me ha gia stancato da un po’ ormai.Se dovessi consigliare un artista che ho scoperto da poco e si cagano in 2 però,direi Sonder che quest’anno ha fatto uscire un EP che si chiama Into e che mi ha davvero preso per originalità e gusto per le produzioni.Ah,ed ha pure dei video che sono una figata. In Italia invece ascoltatevi Mezzanotte di Ghemon ,è spaziale.

3) Cosa pensi dei tuoi colleghi del panorama indipendente italiano?
Non credo di avere esattamente dei colleghi.Avendo sempre scritto in inglese mi sono sempre interfacciato con artisti inglesi, americani o comunque anglofoni con un attitudine più vicina alla mia.Per quanto riguarda l’Italia, non credo esista ancora un panorama strettamente urban e non ho ancora visto nessuno curare il suo prodotto a 360, dalla scrittura al suono fino all’idea visuale. Dal punto di vista indipendente in senso più ampio invece, posso solo complimentarmi dal punto di vista della gestione con gente che ultimamente sta spaccando come può essere un Ghali che venendo da un percorso major sono riusciti ad entrare nell’immaginario Pop senza aiuto ma sfruttando tutto il potenziale di internet.Io queste cose le sto approfondendo ultimamente ma lui e la sua cricca sono un manuale del marketing web,praticamente.


4) Hai mai pensato di andare ad un talent?
In ‘Posto Per Me’ dico chiaro e tondo che non mi interessa dei talent e degli spettacoli tv. Secondo me questo tipo di cose vanno bene per chi vuole fare un’esperienza e non posso mica dire che è sbagliato, ma spesso chi va in quei contesti non è mai stato in studio e non ha mai realmente approfondito i dischi e il processo che li porta a compimento.Ti faccio un esempio concreto, se un ragazzo con una bellissima voce e vince X Factor gode di una ‘instant fame’ che lo porterà a registrare in una settimana dei pezzi già pre-scritti e pre-prodotti, senza che la sua reale opinione su di essi valga qualcosa in quanto magari non è pienamente conscio di se stesso e dei suoi riferimenti musicali.Inoltre essere catapultato in una realtà simile da un momento all’altro lo galvanizzerà per poi farlo sprofondare dopo 6 mesi quando la sua ondata di popolarità sarà costruita.E le implicazioni negative di questo tipo di format non vengono pubblicizzate dai media, ma il pubblico dovrebbe essere cosciente sapere che dietro questi ragazzi ci sono anche delle persone e non carne da macello.


5) Dove possiamo ascoltarti dal vivo?
Al momento è tutto in divenire, ho provato i pezzi del disco live ed oltre ad essermi divertito un botto sono stragasato del fatto che dal vivo alcuni pezzi vengono ancora più fuori di quanto lo facciano in cuffia. Ci si becca in giro.