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Intervista a MPM Producer per il singolo Lives On Air.

Lives On Air è il secondo singolo di MPM Producer, poliedrico artista sardo (all’anagrafe Marco Porrà) di base a Londra.

Il brano, estratto dall’EP Reborn in uscita il 20 maggio, è caratterizzato dall’intenzione di far riflettere gli ascoltatori circa la reale importanza di smartphone e social e di quanto questi siano accettati dalla società ed alla base della quotidianità: fotografare, postare e dimenticare la realtà in funzione del mondo virtuale diventano prassi sempre più comune e ingiustificate agli occhi dell’artista.

Ecco l’intervista.

 

  • “Lives on air” è il tuo nuovo singolo, un pezzo esplosivo con un testo molto profondo cosa vuoi esprimere con questo brano?

 

“Lives on air” è’ una sorta sintesi sull’utilizzo frequente (e a volte ossessivo) dei social network. E’ molto energico, perchè spesso davvero verrebbe da chiedere a certe persone “perchè posti in continuazione??”…
Personalmente, mi verrebbe da urlarglielo in faccia, con la chitarra attaccata all’ampli.
Ma in fondo sono una persona cortese; farlo in un video è stata una scelta saggia…

 

 

  • Lives on air è anche un videoclip, com’è stato immergerti in questa esperienza? Raccontaci un po’ di come avete affrontato le riprese:

 

Esperienza fantastica ma anche molto faticosa. I ragazzi di Banano Studios sono dei professionisti ,quindi anche per alcune scene relativamente brevi è stato necessario spendere molto tempo.

Le diverse situazioni e location hanno inevitabilmente portato via intere giornate.

Le riprese live poi sono state fatte in una location messa a disposizione da un nostro amico. Due dei ragazzi della band sono stati malissimo il giorno dopo. Infatti c’era vento, freddo, e siamo stati tutta la sera fuori per girare. Sono grato e felice di avere amici che si prestano a queste cose.

 

  • Cosa ne pensi della scena indipendente della tua città? Si riesce a dare spazio agli artisti emergenti? Tu come la vivi? 

 

E’ ovviamente molto complicato; ci sono tanti bravi musicisti e spesso sembra una guerra tra poveri.
Dopo tanto tempo, onestamente, ho però imparato a non incolpare tanto il luogo in cui si vive. E’ ovvio che non si può sperare di suonare in uno stadio se si vive in una città minore. Sta quindi al musicista riflettere sui suoi reali obiettivi e capire le mosse da fare.

 

  • Tornando al brano, sono interessanti i versi: Are we all enslaved ,are we aware   of fake remedies, fake lives on air”, come spiegheresti queste parole ai lettori/ascoltatori? 

 

“Siamo coscienti che spesso sentiamo l’esigenza di condividere una felicità assolutamente passeggera e fasulla? Siamo schiavi di questa cosa?”
A volte non è nemmeno felicità, ma la necessità di condividere il nulla rimane.
Da qui possono nascere tante riflessioni sul perchè lo si faccia.

E per inciso, scusate, ma me ne tiro fuori.

 

  • Prima dello scoppio della pandemia avevi dei Live in programma?  Appena tutti finisce (ci auguriamo presto) vorrai tornare sui palchi? 

 

A dire la verità ,a prescindere dalla pandemia, il progetto MPM Producer dovrà aspettare un pò prima di essere presentato in live. Questo perchè voglio avere abbastanza musica e perchè voglio pensare a come valorizzarlo dal vivo.

 

 

  • Lancia un messaggio a tutte le band italiane della scena indipendente: 

 

           Ciao ragazzi! E’ banale ma…non mollate mai. Ricordate il perchè avete preso quello strumento in mano tanti anni fa. Me lo sono chiesto un milione di volte, e tra alti e bassi, sono di nuovo qui a fare musica, da adulto.